La mia sugar mama mi sculaccia

Non sapevo neanche cosa fosse una sugar mama finché non ho cercato su internet. L’ho scoperto grazie alla lettura di racconti erotici classici e di racconti erotici di donne (quelli che mi interessano di più).

Non credevo che ci fosse una definizione particolare per esprimere ciò che Loredana è per me. Lei ha 45 anni e io ne ho 20, mi sono sempre piaciute le donne mature anche se le altre mie amiche lesbiche mi prendono in giro e dicono che sono strana. Lasciavo a loro i bei culetti giovani, a me faceva impazzire la pelle morbida e matura di Loredana.

Una sugar mama sexy

Quando ho conosciuto Loredana, ho scoperto di essere lesbica e cosa fossero le sforbiciate. Lei è una persona forte, dominante ma non immaginavo fino a dove sarebbe potuta arrivare con le sue manie di controllo. Neanche nelle cam lesbo avevo ai visto niente di simile.

Lei all’inizio mi riempiva di regali, da qui l’aggettivo “sugar” della definizione. Le piaceva sfoggiarmi in giro, comprarmi bei vestiti e gioielli, tutto quello che desideravo. Ma dovevo pagare a caro prezzo in natura i suoi regali…

Lei è la mia sugar mama sexy e non mi importa quanto mi farà soffrire, poi mi premia sempre con brillanti e cene in locali di lusso, mi fa sentire speciale come mai nessun altro in vita mia ha fatto. Mi sento coccolata, è come se fossi sua nipote, sua figlia, e lei la mia bella mamma porca o la mia zia zitella che in realtà si sbatte la nipotina del cuore. A ripercorrere la nostra storia dagli inizi, mi bagno, mi sento tutta languida.

Quello che sono costretta a fare per soddisfarla

Loredana è più alta di me, è proprio una vera matrona in confronto al mio corpo esile e acerbo da ventenne alla scoperta dei piaceri sessuali lesbici. A lei eccita quando può trattarmi da schiava, da cagnolino, e questo fa eccitare tanto anche me però non posso dirglielo altrimenti lei mi sculaccia. Non mi posso bagnare quando voglio, devo bagnarmi, godere e fare qualsiasi cosa solo se lei mi dà il permesso altrimenti sono guai.

Un giorno, ci siamo viste come al solito nel suo appartamento perché doveva darmi una cosa. Appena arrivata, quando ha aperto la porta e l’ho vista lì in piedi sulla porta in tutta la sua imponenza rispetto a me, ho sentito subito un fremito di eccitazione salire su per la schiena ma doveva trattenermi così ho fatto finta di niente.

Lei era vestita con un vestitino attillato, arrampicata su 18 cm di tacchi da mistress. Mi ha baciato in modo appassionato, ficcandomi tre metri di lingua in bocca, mi sentivo piena della sua essenza. Dopodiché mi ha detto di inginocchiarmi e già la sua voce era cambiata, si era fatta più rude, come una vera generalessa.

La guardavo dal basso verso l’altro e lei mi ha detto: “Sei disposta a guadagnarti il tu regalo?”, con tutta la sottomissione di questo mondo, ho risposto di sì.

Dico una bugia che mi costa cara…

La mia sugar mama è pronta a farmi vedere le stelle, me lo sento. Mentre sono in ginocchio davanti a lei, si tira su il vestito, si toglie il perizoma e mi sbatte la figa matura e grande in faccia intimandomi di leccargliela. Io comincio a passarle la lingua fra le labbra come un’assetata, sono così vogliosa e ho fame di lei, voglio solo compiacere la mia signora divina del sesso.

Lei geme mentre lavoro con la lingua ma all’improvviso mi tira i capelli indietro per farmi fermare. “Sei bagnata? Ti stai bagnando?”, io rispondo di no con la voce che mi trema perché non ho il permesso di bagnarmi da sola. “Sei sicura? Guarda che mi arrabbio…” “Lo giuro, non sono bagnata”, mento spudoratamente perché in  realtà in mezzo alle gambe ho un lago. “Adesso vediamo”, dice.

Si abbassa al mio livello piegandosi sulle ginocchione e mi passa una mano in mezzo alle gambe, la tira via: le sue dita sono lucide del mio liquido, se le infila in bocca per assaggiarle. Io tremo perché so che adesso la sua ira sarà funesta. “Scusa, scusa”, comincio a dire con il labbro inferiore che mi trema. Lei mi dà una sberla. È la prima punizione, me l’aspettavo.

La lesbica matura mi fa il culo in tutto i sensi…

Poi mi dice di alzarmi. Lei va a sedersi sulla sponda del letto matrimoniale che troneggia nella sua camera e mi dice di mettermi in posizione. So che è arrivato il momento che mi farà godere più di tutti: mi sculaccia. Mi sdraio a pancia sotto sulle sue ginocchia morbide e comode e lei comincia a schiaffeggiarmi le chiappe.

Ogni colpo è sempre più forte, mi brucia il culo, sto godendo tantissimo ma non posso dirglielo.  Lei mi ha promettere che non dirò mai più bugie e io dico “va bene” fra le lacrime anche se che non è vero, che disubbidirò un’altra volta perché il solo vederla mi fa arrapare troppo. Fra uno schiaffo e l’atro, mi infila pure un dito in culo fino in fondo per fari male ma in realtà io godo ancora di più.

Lei suda, è arrapata, lo sento, ama trattarmi male, sono la sua gattina cattiva. Non mi importa nulla del regalo che riceverò alla fine di tutto, il dono più grande sono le sue dita in culo e i suoi colpi sulle chiappe. Un dito in culo e due schiaffi, due dita in culo e quattro schiaffi e così fino alla fine, fino al mio orgasmo che non posso trattenere mentre mi struscio sul suo ginocchio.

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